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IL GESTO IGNOTO (2007)
BLUE DOME (2005)
IN –
TO (2003)
ATOMI
ERRANTI (2001)
S.I. (2001)
SCHIZZI
D'ACQUA (2000)
VERDE
INDUGIO (1998)
I RE NON
TOCCANO LE PORTE (1997)
OMBRE
LEGGERE (1996)
BLUE DOME
(1995)
L'AZZURRA
DIMORA (1994)
GERTRUDE
(1994)

DREAM
(1992)
CELESTIAL
SEARCH (1992) 
SHE'S
ASLEEP (1990)

PIETRE
DEL FULMINE (1989) 
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In
circuitazione:
POETICHE CONNESSIONI
Lassociazione Encanto propone lo spettacolo POETICHE
CONNESSIONI che vede rinnovata la collaborazione artistica e produttiva
fra le coreografe Roberta Gelpi e Marinella Salerno.
In questo programma saranno presentate le coreografie ALCHIMIA D.D.D.
e BLUE DOME.
Si tratta di due brani dove le autrici si confrontano sulla creazione
al femminile ispirata da poesie sufi, dalle voci, dai corpi ma anche
da figure di donne più o meno reali, e contrappunto al linguaggio
coreografico saranno musiche composte ed eseguite, anchesse,
da donne: Susie Ibarra, Bjorg, Laurie Anderson.
Lasciando in fine spazio anche ad una breve incursione nelle musiche
del gruppo Triosk e nella presenza dal vivo di Andrea Polinelli.
ALCHIMIA D.D.D.
interpretazione e ideazione di Marinella Salerno e Stefania
Russoniello
Musiche di Bjork e S.Ibarra, Triosk
Costumi della Compagnia
Oggetti scenici e luci di Tiziana Dragh
Un lavoro coreografico sulla relazione tra danza e musica al femminile.
Danza come codice contemporaneo, profondamente legato alla relazione
interno-esterno con il corpo che si fa speciale ÎcontenitoreÌ di energie
ed espressioni del cuore. Le figure di donne che supportano i riferimenti
delle interpreti di ALCHIMIA (Maria DÌAvalos, Euridice, M.Yourcenar)
creano palpitanti sensazioni, vibranti introspezioni e poetiche connessioni.
BLUE DOME versione 2005
coreografia: Roberta Gelpi
musiche: Susie Ibarra, canti siberiani
danza: Roberta Gelpi, Cinzia Lombardi
costumi: Loretta Mugnai
musica dal vivo: Andrea Polinelli
Lo stupore per le costellazioni dellÌinconscio, lá dove le immagini
brillano di fuochi intermittenti.
In questa breve piÀce danzata la Gelpi si interroga sui ghazels del
cantore e poeta persiano Hafiz, ripercorrendo parte delle dimore proprie
della poesia mistica sufi con un sentire occidentale e contemporaneo.
Versi e parole che sono nati non solo per essere letti, ma anche per
essere interpretati, rianimati da altre voci, da altri corpi. Le parole
come corpi che si incontrano e che, improvvisamente, si piacciono.
LÌintento del lavoro dellÌautrice e dei suoi interpreti À quello del
cercare nei ghazels il proprio cammino, il proprio ritmo, il proprio
respiro; ed À un cammino circolare dove ogni canto sempre ricomincia,
ogni parola risponde e si incatena a quelle che la precedono, a quelle
che sottintende come a quelle che la seguono.
In collaborazione con:
- Provincia di Firenze
- Il Teatro delle Donne, Centro Nazionale di Drammaturgia delle Donne
- Teatro Manzoni di Calenzano
- MDA Produzioni
- Centro Danza Mimma Testa, Roma
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